Progetto Dante Ravenna
 
 
 
Walter Della Monica
 
   




   
Le immagini della Divina nel Mondo
edizione 2008
     
           

Gruppo di volontariato culturale:Walter Della Monica (responsabile); Luisa Fiorentini (segreteria), Anna De Lutiis (conduttrice), Nevia Aspi,, Giovanna Bezzi, Marisa Zannoni, Valentino Antonellini, Antonio Rotatori (collaboratori di segreteria). Iniziative e attività: incontri letterari; Progetto Dante: rassegna di letture internazionali “La Divina Commedia nel mondo”, Premio “Il lauro dantesco”; Premio “Guidarello”; rivisitazioni storiche; collaborazioni editoriali e pubblicistiche

SETTEMBRE DANTESCO 2008
Progetto Dante
XIV rassegna di letture internazionali
LA DIVINA COMMEDIA NEL MONDO
Basilica di San Francesco/Tomba di Dante
Ravenna


Martedì 9 settembre – ore 21 – dedicata alla versione UZBEKA
di Abdulla Aripov con la partecipazione del traduttore e degli
esperti Khalandar Abdurakhmanov e Kamilla F. Danilcenko

Venerdì 19 settembre – ore 21- dedicata alla versione MALTESE
di Alfred Palma con la partecipazione del traduttore e degli
esperti Patrick Sammut e Alessandro Gentili

Venerdì 26 settembre – ore 21- dedicata alla versione GAELICA
di Pádraig de Brún con la partecipazione degli esperti
Catherine O’Brien e Liam O’Muirthile

Conversazioni condotte da
Alessandro Gentili

Letture in italiano e nelle tre versioni
rispettivamente di un canto prescelto
della Divina Commedia

FONDAZIONE
CASSA DI RISPARMIO
DI RAVENNA

Regione Emilia-Romagna

Comitato Progetto Dante: Comune e Provincia di Ravenna, Centro Dantesco, Società Dante Alighieri, Centro Relazioni Culturali Segreteria organizzativa: Centro Relazioni culturali, via Ponte Marino, 2, 48100 Ravenna Tel. E Fax 0544 39972 e-mail: crc@comune.ra.it - www.centrorelazioniculturali.it
Sponsor unico: Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – Collaborazione: Regione Emilia-Romagna




Progetto Dante Ravenna

1995 – ’96 – ’97. Prima lettura in Italia della Divina Commedia, a diretto contatto col pubblico, raccontata e letta da Vittorio Sermonti, Basilica di San Francesco/Tomba di Dante.
Dal 1998 rassegna annuale di letture internazionali “La Divina Commedia nel mondo” con la partecipazione dei traduttori, esperti e lettori italiani e stranieri. Basilica di San Francesco/Tomba di Dante. Ingresso libero.
Definite un evento unico, mai registrato nella storia della critica e della divulgazione Dantesca, le letture del Progetto Dante di Ravenna, si svolgono ogni anno nell’ambito del Settembre Dantesco dell’opera di Dante (in coincidenza con l’anniversario della morte del Poeta), e vi partecipano traduttori, studiosi e lettori di ogni parte del mondo. Essi danno vita a una conversazione in lingua italiana sulla presenza di Dante e della Commedia in questo o quel Paese delle versioni in programma, seguite dalla lettura di un canto sia in italiano che nella lingua delle stesse versioni. Il tutto per una durata di un ora e trenta.
minuti circa. Walter Della Monica (nella foto) è il fondatore e animatore del Centro Relazioni Culturali di Ravenna, istituisce la grande rassegna di lettura integrale della Divina Commedia con Vittorio Sermonti, 1995-1997) e, succesivamente, le annuali letture internazionali della "Divina Commedia nel Mondo" con la partecipazione dei più recenti traduttori ed esperti delle varie versioni straniere.

 
 
 
 
     
   

SUL PROGETTO DANTE RAVENNA
E LA DIVINA COMMEDIA NEL MONDO

di Walter Della Monica

Nel 1987 ascoltavo, per radiotre, commentare e leggere - in modo del tutto nuovo e diverso da quello che fin’allora avevo ascoltato - i canti dell’intera Divina Commedia, uno per uno. Il racconto-commento e la lettura erano quelli di Vittorio Sermonti. Conoscevo Sermonti come poeta di alcuni versi che ricordavo a memoria e di lui sapevo che aveva insegnato all’Accademia di Arte Drammatica di Roma. Nulla di più.
L’anno dopo, esce da Rizzoli, il primo volume di quelle letture radiofoniche con la raccolta di quei commenti e dei 34 canti dell’Inferno. La supervisione di Gianfranco Contini avvalorava maggiormente l’opera intrapresa da Sermonti. Così lo invito a venire da noi, a Casa Melandri, per presentarlo al nostro pubblico. Cosa che accadrà anche per i due successivi, contenenti le altre due Cantiche che usciranno rispettivamente nel 1990 e nel 1993.
Nel frattempo (1992), avendo il nostro Centro Relazioni Culturali promosso e organizzato il “Processo per la tragica storia di Paolo e Francesca”, invito anche Sermonti a partecipare al collegio giudicante e a leggere pubblicamente il V dell’Inferno. Il pubblico che gremiva il teatro fu affascinato, e compartecipe alla commozione, nel sentire raccontare e dire da Sermonti quei versi di Dante.
Nel 1993, esce, come detto, l’ultimo volume con i 33 canti del Paradiso. Propongo a Sermonti di presentare il volume non più a Casa Melandri, ma nella Basilica di San Francesco, accanto alla tomba di Dante. E, infatti, la sera del 3 aprile del 1993, organizziamo, con la piena collaborazione dell’allora direttore del Centro Dantesco dei frati francescani, padre Enzo Fantini, la lettura dell’ultimo canto, il “Vergine madre, figlio del tuo figlio …”. Alla fine della lettura, l’entusiasmo del pubblico che riempiva letteralmente la chiesa, si trasformò in un applauso interminabile.
Da qui, incominciai a pensare ciò che sarebbe avvenuto poi. Vale a dire la lettura completa della Divina Commedia, raccontata e letta da Sermonti, in quella stessa chiesa, in quella stessa maniera. E cioè, una brevissima nota di presentazione dei canti a nostra cura, e poi il racconto e la lettura di Sermonti.
A quel punto bisognava risolvere il problema del finanziamento dell’impresa che nei progetti avrebbe dovuto aver luogo in tre anni con due cicli annuali, in primavera e in autunno. Chi avrebbe potuto sponsorizzare il nostro Progetto Dante Ravenna come lo chiamammo?
Ne parlai nel giro che conta, soprattutto con il sindaco d’allora, Pierpaolo D’Attorre, giovane studioso, docente dell’Università di Bologna (morto, purtroppo, prima del termine della nostra avventura). Subito si entusiasmò dell’idea e ci fu a fianco nelle nostre ricerche di uno o più sponsor. Fintanto che incontrammo la persona giusta nell’allora direttore dell’Associazione Industriali di Ravenna, Giovanni Costa, il quale ebbe l’idea d’interessare un giovane e dinamico manager proveniente da Milano per prendere in mano la Calcestruzzi dopo le note disavventure del Gruppo Ferruzzi-Gardini. Ebbene questo manager, Giuseppe Parrello, capì al volo l’importanza di legare il nome della nuova Calcestruzzi a una tale, singolare, inedita iniziativa culturale per la città di Ravenna, in quanto “ultimo rifugio di Dante”.
Dunque, con Sermonti fissammo il calendario primaverile e autunnale dei primi due cicli di letture dell’Inferno, che ebbero inizio il 28 aprile del 1995 per proseguire nel ’96 con il Purgatorio e terminare nel 1997 con il Paradiso, dopo un’anteprima dell’ultimo canto della Commedia, ospiti a Castelgandolfo, di Papa Giovanni Paolo II.
Così iniziò e si compì quella nostra traversata lungo la Commedia di Dante, coinvolgendo una quantità enorme di gente, sia di Ravenna, ma anche di fuori Ravenna, compresi personaggi notissimi del mondo della cultura, politica e del giornalismo italiani. E ciò accadeva con quella stessa modalità con cui Boccaccio tentò nel 1373 la medesima impresa nella chiesa di Santo Stefano di Badia in Firenze, ma che vi dovette rinunciare già dal 18.mo canto dell’Inferno.
Concluso quello che fu definito dalla stampa nazionale “un evento unico, mai registrato nella storia della critica e della divulgazione dantesca”, pensammo subito che cosa fare ancora nel nome di Dante e di Ravenna, oltre le tradizionali conferenze dantesche dei dantisti e/o cattedratici italiani che si tengono annualmente per conto dell’Opera di Dante della nostra Biblioteca Classense. Per la verità, cosa fare ancora per Dante, stava già scritto, come leggo ora nel libretto distribuito al pubblico che partecipava nel 1995 alla lettura di Sermonti dell’Inferno. Stava scritto così: “Qualora l’iniziativa ottenesse i risultati sperati, è già in programma la lettura annuale di una serie di canti della Commedia con la collaborazione delle maggiori Università straniere e la partecipazione dei propri esperti lettori nella loro lingua d’origine”.
Questa prima idea mi venne suggerita da un volume dell’editore Longo, pubblicato nel 1992, che s’intitolava “L’opera di Dante nel mondo”, a cura del professor Enzo Esposito, il massimo esperto di biobibliografia dantesca dell’Università di Roma. Attraverso l’editore Alfio Longo e il professor Gaetano Chiappini dell’Università di Firenze (che conosceva il professor Esposito) mi misi in contatto con lui con un paio di andate a Roma, per verificare la possibilità di dare vita a una rassegna di letture internazionali della Divina Commedia, invitando i relativi traduttori, esperti e lettori. Con il parere favorevole, la disponibilità e la consulenza scientifica del professor Esposito e letteraria di Vittorio Sermonti, scegliemmo le prime delle tre traduzioni della Commedia fra le più recenti, e invitammo, sempre su indicazione e interessamento sia del professor Esposito che di Sermonti e Longo, i traduttori Allen Mandelbaum per la sua versione nordamericana, Huang Wenjie per la versione cinese e Jacqueline Risset per la versione francese. A quella prima edizione della rassegna, cui demmo il nome “La Divina Commedia nel mondo”, che si svolse l’11, 18, 25 settembre del 1998, parteciparono, assieme ai traduttori, il solo esperto della lingua cinese nella persona del professor Federico Masini dell’Università di Roma e la lettrice cinese Lü Jing residente a Roma. In seguito, con ciascun traduttore prenderanno parte alla conversazione che precede la lettura di un canto della Commedia (prima in italiano e poi nella lingua in programma) uno o due esperti del ramo e un conduttore/trice. Ruolo, questo, assunto da Sermonti anche per i primi tre anni della rassegna.
Così, di anno in anno, a partire dal 1998, si sono susseguite durante il “Settembre dantesco” ravennate, tre distinte letture che si svolgono sempre nella Basilica di San Francesco, negli ultimi tre venerdì del mese, con il determinante e costante sostegno, sin dalla prima edizione, della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna, oltreché della Presidenza della nostra Regione e la stretta collaborazione del Centro Dantesco dei Frati francescani oltre a quella del Comune, Provincia e della locale Dante Alighieri.
A tutto il 2007 le versioni presentate sono in numero di 30 di quattro continenti (esclusa l’Australia) con prevalenza delle versioni europee evidentemente. Rimangono ancora altrettante versioni (e forse anche di più) da presentare, fra le quali ci sono anche versioni pubblicate in sanscrito, gaelico, uzbeco e sembra anche in tailandese e indonesiano, di cui faremo ricerche, così come abbiamo fatto per l’afrikaan e il nepalese.
I ricordi. I ricordi sono tanti con 30 letture alle spalle. I più curiosi sono quelli legati ovviamente ai protagonisti: i traduttori.
Per esempio, quello cinese a cui mancava la voce e chiede a Dante di scusarlo se deve far leggere ad altri il canto da lui prescelto, e depone un fiore sulla tomba, ringraziandolo d’averlo “chiamato” a Ravenna.
E il vecchio traduttore albanese Pashko Gjeçi, notissimo poeta, che da incarcerato, ai lavori forzati ed esiliato per anni dall’allora regime comunista, si dedica alla traduzione della Divina Commedia. Di questo ne parlerà sul Corriere della Sera, entusiasta e commosso, in concomitanza della nostra rassegna, anche il suo connazionale, il famoso scrittore Ismail Kadaré.
E poi, la giovane traduttrice persiana di Teheran, Farideh Mandavi-Damghani che, dopo aver tradotto la Divina Commedia per cui si aggiudica nel 2003 il Premio Internazionale “Diego Valeri” per traduttori stranieri, si dedica, in collaborazione con il nostro Centro, alla traduzione di singole raccolte, inedite per il suo Paese, di poeti italiani del ‘900 come Ungaretti, Cardarelli, Montale, Quasimodo, ecc. Così come tutte le altre opere di Dante. E, per ultima l’antologia della poesia italiana da San Francesco a Mario Luzi, attraverso cinquanta poeti fra i più significativi della nostra letteratura. Per tutto questo, viene premiata con la Medaglia d’Oro di Firenze e di Ravenna e, di quest’ultima, le viene inoltre conferita nel 2005 la cittadinanza onoraria, mentre l’anno dopo viene nominata Commendatore della Repubblica Italiana per i suoi meriti culturali.
E come dimenticare la lettura cantata come un salmo (sentire il CD) di un canto del Purgatorio da parte del traduttore indiano di lingua malayalam, dello Stato del Kerala, nell’estremo sud dell’India? E questo, in quanto la grande poesia, come la Commedia, è da considerarsi (a suo dire e a dire anche del traduttore nepalese) un testo assolutamente “sacro”.
Per ultimo, il traduttore irlandese, Ciaran Carson, con cui abbiamo chiuso in bellezza la rassegna delle tre letture di quest’anno dedicate alle versioni nepalese, bulgara e irlandese, appunto. Il quale traduttore (poeta e traduttore di primo piano e professore dell’Università di Belfast) ci ha regalato la sorpresa d’introdurre il suo intervento e la lettura del canto previsto, con una toccante suonata di flauto, da lui stesso eseguita, in quanto, ha spiegato, gli permetteva una maggiore concentrazione, quella stessa che l’aveva aiutato a dare “una musicalità mai incontrata” alla sua traduzione della Commedia, come è stato sottolineato dalla critica anglo-americana.
Ecco, in sintesi, raccontata la storia sin qui della nostra singolare avventura dantesca.
E dopo? Questa è la domanda che ci viene rivolta molto spesso. Chissà dirlo? Con gli anni che ci ritroviamo, bisognerà pensare invece a chi eventualmente lasciare in eredità la nostra – forse non del tutto inutile – esperienza.

Ravenna ottobre 2007

 
     
 
Comitato promotore

Comune di Ravenna
Provincia di Ravenna
Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali
Società Dante Alighieri
Centro Relazioni Culturali


Sostenitori

Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
Regione Emilia Romagna


Collaboratori

Gaetano Chiappini
Valerio Nardoni
Opera di Dante - Ravenna
Agenzia Pagina - Ravenna
Massimo Fiorentini
Centro Stampa Comune di Ravenna
   
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