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Premio "Un reportage per Dante"

Secondo Premio 2011 - ex aequo (Maria Vittoria Baravelli)

20/06/2012

"Fatti non foste a viver come bruti, am per seguir virtute e consocenza"

questa frase racchiude l'anima del settembre Dantesco Ravennate, che per trenta giorni ha fatto tremar le vene e i polsi ed infervorato gli animi di tutti i più appassionati studiosi del Sommo Poeta. In questo contesto, una delle iniziative protagoniste è stata la XVII rassegna internazionale della Divina Commedia nel mondo; cominciata venerdì 16/09 presso la basilica di S.Francesco e poi continuata nelle serate del 23 e del 30. Con la partecipazione di numerosi esperti, sono state presentate tre versioni della commedia; la prima in Latino (tratta dalla straordinaria traduzione risalente al 1416 ad opera di Giovanni Bertoldo da Serravalle) seguita dalla versione NeoNorvegese (tradotta nell'arco temporale tra il 1993 ed il 1996 a cura di Magnus Gustav Ulleland) ed infine quella Catalana 8la più recente, risalente al 2000, tradotta da Joan Francesc Mira I Casterà).

Ma perchè decine di persone anche molto diverse tra loro per età e modi, decidono di riunirsi per partecipare alle letture di un testo, seppur conosciutissimo, risalente a 700 anni fa?

Dante è il Poeta assoluto e la grandezza della sua opera ha indubbiamente cancellato la possibile distanza cronologica. Il Sommo Poeta non tramonterà mai perchè risulta tuttora estremamente presente nella contemporaneità. Colui che ha studiosto così profondamente l'essenza dell'animo umano mostrandone le passioni, le contraddizioni e l'amore, fornisce infatti temi, ispirazioni e sfumature per percepire il mondo intero che non possono essere temporalizzate nè tanto meno spazializzate; da qui deriva l'esistenza di oltre 70 traduzioni della Commedia ed è questa la ragione per cui Dante dall'Africa all'Asia può esssere letto ed interiorizzato; è per il suo carattere universale che diventa parte di noi!

Portatore di quegli ideali che più rappresentano un popolo, come la lingua e l'idea stessa di nazione, Dante diviene espressione di passione politica e civile, partecipe degli eventi della società, capace di indignarsi, di prendere posizione, di additare vizi di personaggi immorali ma anche di render merito a coloro considerati degni; orgoglioso di credere nelle virtù e di proporle come pratica quotidiana, in una società come quella attuale, dominata spesso dall'affievolirsi dei costumi e dei valori sa comunicarci la necessaria ricerca del sommo bene (anche laicamente inteso) tramite un percorso " dove l'umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno" ovvero dove l'animo si eleva e l'uomo fa propria l'idea di rispetto per gli altri e verso se stesso in quanto essere dotato di ragione.

Un esempio di questa attualità possiamo trovarlo nel libro di Enrico Cerni "Dante per i manager; la divina commedia in azienda" (Milano 2010, casa editrice sole - 24 ore) dove la trama del viaggio dantesco si intreccia con l'ordito del pensiero manageriale ed il filo conduttore della narrativa si identifica nella ricerca continua dello sviluppo, del cambiamento e dell'innovazione, basata sulla moralità nell'anelito l'amore che move il sole e l'altre stelle.

L'opera di Dante risulta quindi essere tuttora un valido riferimento indipendentemente dall'epoca o dal contesto culturale come hanno evidenziato le tre letture di questa rassegna.

Il nostro è un tempo attraversato da cambiamenti e sfide sempre nuove: quante altre occasioni di conferma si presenteranno per la Divina Commedia nel mondo?

Maria Vittoria Baravelli

Liceo Scientifico "A.Oriani", Ravenna

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